Il successo dell’invisibile: da Mark Caltagirone al Charlie delle “Angels”

Sono come Pamela Prati: ossessionato da Mark Caltagirone.

Addicted al miglior attore non protagonista di una delle più bella teleserie di gossip della stagione, dopo “Il trono di spade”.

Scientificamente, ho rintracciato il motivo di questa dipendenza patologica ricorrendo ad una delle citazione di “The Young Pope” che adoro:

Lo Scrittore più importante degli ultimi vent’anni? Salinger. Il più importante regista? Kubrick. L’artista contemporaneo? Banksy. Il gruppo di musica elettronica? I Daft Punk. La più grande cantante italiana? Mina. Il filo invisibile che lega questi personaggi? Nessuno di loro si lascia fotografare.

Secondo Lenny Belardo, Papa Pio XIII all’epoca di Sorrentino, l’invisibilità rafforza il successo di un personaggio. Nell’assenza si compie la presenza e avviene la gestazione di una entità che esiste soltanto fino a che non si vede: quanto più dura questa sua gestazione invisibile, tanto più si prolunga l’indice di interesse verso di lui, che esaurisce appena avviene il parto e diventa qualcosa di evidente, materiale.

Per essere ancora più scientifici, ho stilato una lista di personaggi seriali esistenti ma invisibili, così da affiancare delle prove alla mia tesi.

1. Charlie Townsend – Charlie’s Angels

Pilot29

Charlie Townsend è un miliardario americano che vive nella cassa di un interfono. È un fan accanito di “Colpo grosso”, tant’è che un giorno decide di investire i suoi miliardi e assumere tre “ragazze Cin Cin”: le fa allenare da Jane Fonda, le accessoria come delle Barbie e le sbatte in missione contro la criminalità. A parte Bosley, segretario personale di Charlie, neppure loro vedranno mai questo mecenate.

2. Boss Artiglio – L’ispettore Gadget

Boss Artiglio è il nemico giurato di Gadget, a capo di un’organizzazione criminale così pericolosa da vantare tra le sue più riuscite attività il furto del diario segreto di Penny [la nipote di Gadget] e l’estorsione del famoso camper a Barbie. Di Boss Artiglio vediamo solo il paio di guanti di ferro che indossa, accessorio desiderato da tutte le mamme che educano i figli con ceffoni e scappellotti. Una action figure degli anni 90 svela il suo volto, grazie a cui si capisce il perché preferisca stare girato di spalle e non voglia mai fare “cam to cam” su Skype.

3. Zio Antonio – La tata

Risultati immagini per the nanny Morty Fine sofa

Di lui sappiamo che indossa un parrucchino, si nutre di schifezze [senza muoversi da sopra il divano di casa] e che nell’edizione americana è in realtà il padre di Francesca. Nulla più. Eppure è costantemente al centro di dialoghi e scenette.

4. Papà Gambalunga – Papà Gambalunga

Risultati immagini per papa gambalunga

Non si tratta di uno dei nickname di Rocco Siffredi, ma del tutore anonimo di Judy Abbot, un’orfanella spilungona di New York. Come Mark Caltagirone, questo benefattore altissimo si manifesta a Judy solo tramite messaggi chilometrici e donazioni. Judy sposerà il suo papà Gambalunga, perché a differenza di Mark esiste e rivelerà alla sua protetta la sua vera identità, a fine serie animata.

5. Troy – Cose dell’altro mondo

In pochi ricordano questa sit-com con protagonista Evie, una ragazza metà umana e metà extraterrestre. Negli anni 80 avveniva di tutto, persino che una ragazza parlasse con il suo papà extraterreste tramite una lampada da comodino romboidale, che emanava una luce fucsia fluorescente. Un oggetto che ho sempre sognato di avere, così come il potere della protagonista di bloccare il tempo unendo le dita.

6. L’ammiratore delle rose scarlatte – Il grande sogno di Maya

Risultati immagini per il grande sogno di maya le rose

Un po’ papà Gambalunga, un po’ stalker, l’ammiratore delle rose scarlatte è colui che motiva Maya Kitajima e la invoglia a non rinunciare mai al suo sogno di diventare un’attrice importante. Neppure quando la signora Tsukikage le lega al corpo paletti di bambù che le procurano emorragie varie ed eventuali, solo affinché Maya potesse immedesimarsi nel ruolo di una bambola. Altro che la scuola di recitazione della Arcuri.

7. Stan – Will & Grace

Stan feet acting out

Stan è il marito ideale [almeno per me]: ricchissimo e mai presente. Karen lo sposa nel 95 e di lui vede solo pochissime parti del corpo. Il più delle volte evita persino di parlare e se muore lo fa per finta, per entrare nel programma testimoni dei servizi di sicurezza americani.

8. Gossip Girl – Gossip Girl

Risultati immagini per gossip girl scritta

Con i suoi spotted ha fatto impazzire i protagonisti, regalandomi spunti per lo stalking sui social, di quelli che mi piacciono. Sa tutto di tutti ed ha la voce di Kristen, anche se poi si scopre che è un uomo. E la serie finisce.

9. -A. – Pretty Little Liars

Risultati immagini per pretty little liars a

“A” come quegli ex con cui ti lasci, ma continuano a scriverti su Messenger appena ti notano online, creando nuovi profili, non appena li blocchi. Però, senza le persecuzioni di “A” non avrei potuto gustarmi tutto il trash seriale che un teen thriller potesse darmi. Sulle persecuzioni di “A”, personaggio rivelato solo nell’ultimo episodio, la serie è campata per 7 lunghe stagioni.

10. Diane – Twin Peaks

Immagine correlata

Per avvalorare la mia tesi sull’invisibilità di un personaggio, che alla sua rivelazione decreta la sua fine e quella dell’universo in cui è calato, non posso non citare Diane, che per anni è stata un registratore a pile, su cui quel bonazzo di Dale Cooper incideva le ipotesi sulla scomparsa di Laura Palmer. Nella terza stagione di “Twin Peaks” del 2017, finalmente Diane arriva per chiudere la saracinesca della loggia nera.

Angelo Iacopino

[Autoscatto televisivo è su Instagram e Facebook: seguimi!]

Annunci

What/If: tutta una proposta indecente posteriore

“What/If” è come uno di quei maschi con cui chatti su Grindr [per noia] e decidi di incontrare a conferma che è meglio metterci una pietra sopra.

Un paio di cose neanche troppo esaltanti ti stimolano in lui [Mike Kelly come autore e Renée Zellweger nel cast], quindi… “Sai che faccio? Quasi, quasi lo incontro, per pochi minuti, anche solo per distrarmi un po’ e non pensare sempre a Mark Caltagirone“.

Tanto sai già che non è il tuo tipo, né per una saxata di una notte, né per una lunga frequentazione.

Infatti, ti vien voglia di andare via e cambiare serie, dopo pochi minuti di conoscenza, perché neppure il solito flash forward con cui inizia la prima puntata ti attrae, ma… All’improvviso, noti un particolare interessante.

Ti paralizzi. Sbarri gli occhi. Fissi, sul culo del protagonista principale [che è una vecchia conoscenza di “Glee”].

culo

Sean [Blake Jenner]: unico, valido motivo che mi spinge a continuare la visione dell’intera puntata di questa miniserie Netflix.

Sean riesce a regalarmi una serie di orgasmi multipli, sia in edizione “Backstreet Boys”, sia “California Dream Men”.

bakstreet
sex

Non basta, ma è essenziale, per determinare la voglia di proseguire questa conoscenza con gli altri nove episodi della prima stagione. Sperando non muoia prima.

Angelo Iacopino

[Autoscatto televisivo è su Instagram e Facebook: seguimi!]

11 GIF di #Feud che dimostrano quanto siamo Bette e Joan

1. Quando hai bisogno di rinforzi, per superare i pranzi di famiglia.

angelo_iacopino feud GIF

2. Quando tra Natale e Pasqua hai esagerato con i dolci, senza accorgerti che tra un po’ scatta la prova costume.

angelo_iacopino series tvshow ingrassare fat GIF

3. Quando “MA È POSSIBILE CHE NON CI SIA MAI NIENTE DI BELLO, A ‘STA TELEVISIONE!”.

angelo_iacopino #feud GIF

4. Quando arriva l’estratto conto della carta di credito.

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

5. Quando ti richiama quello bono della sera prima.

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

6. Quando – per caso – becchi il tuo ragazzo che fa il provolone.

angelo_iacopino betteandjoan feud feud GIF

7. Quando ti si smagliano i collant nuovi.

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

8. Quando è l’ultimo cucchiaino di Nutella.

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

9. Quando qualcuno prende l’ultima polpetta dal tuo piatto.

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

10. Quando apri il freezer, intravedi una confezione di “Carte d’Or” e già immagini di divorarla mentre guardi la nuova stagione della tua serie preferita…

angelo_iacopino betteandjoan feud GIF

… ma la apri e scopri che tua madre ha usato il barattolo per congelarci le rape.

angelo_iacopino  GIF

11. Quando è il momento di spiaggiarti sul letto e recuperare le 8 puntate di “Feud”.

angelo_iacopino bed relax feud mamacita GIF

 

Aspettando Batman

Non li capirò mai quelli a cui piace più Superman che Batman.

Troppo facile infatuarsi di uno dotato di super-forza, solo perché extraterreste, sputato sulla Terra da un pianeta senza neppure una Guerriera Sailor di riferimento.

Arriva da noi e la sua evoluzione in supereroe è tutta una continua esposizione di capacità che non fatica a conquistare, date in dotazione, innate. Così, un giorno scopre che ha lo sguardo laser, il giorno dopo il super-udito, il giorno dopo ancora il super-pugno.

Non come Batman, che si è fatto da solo, che ha dovuto cucirsi persino il costume, come un cosplayer. Uno che ha allenato il corpo, ma soprattutto la mente: perché a Gotham City non conta quanti muscoli hai, ma quanto sei allenato a comprendere i piani intelligenti e folli dei tuoi nemici.

Nella città di Batman, tutto ruota intorno alle dinamiche della psiche, alla “forza” che può darti la follia, ai meccanismi che si inventa la mente per superare le ingiustizie della vita. Nel bene e nel male.

Ho riguardato le prime due stagioni di “Gotham” ed è evidente: Bruce Wayne è il più me dei supereroi, perché lotta e cresce in un mondo di pazzi. Non pazzi improvvisati, come i fanta-nemici degli altri super-amici: i super-criminali di Gotham – contro cui al momento si scontra il giovane Jim Gordon e che in futuro combatterà Batman – sono pazzi veri.

Tant’è che a Gotham c’è l’Arkham Asylum, un manicomio criminale in cui si alternano vicini di cella come il Pinguino, il Joker o l’Enigmista. Super-menti, queste, di cui puoi non condividere e condannare l’agire, ma non evitare di comprendere che a muoverle è il puro spirito di sopravvivenza ad una realtà di soprusi.

In questo contesto di pazzia cresce il giovane Bruce Wayne, mentre Clark Kent si diverte a fare il figo con Lana Lane, nella campagna di Smallville, tra balle di fieno e camicie di flanella. E quando in futuro Superman impazzisce e sembra non importargli nulla dei civili che perdono la vita durante le sue guerre aliene per difendere l’umanità, fortuna ci sia Batman sulla Terra che va ad ammollargli quattro schiaffoni.

Perché in un mondo di follia, non c’è peggior pazzo di un alieno in calzamaglia superdotato che svolazza da un grattacielo all’altro credendo di dover salvare il mondo e Lois Lane.

Angelo Iacopino

Twitter: Autoscatto Televisivo 

Facebook: Autoscatto Televisivo

Mimì e la Nazionale di Pallavolo

Quando mia cugina Cecilia si ruppe un braccio per schiacciare come Mimì Ayuhara divenne il mio mito: era il segno tangibile della sofferenza cui poteva portare il duro allenamento in vista delle convocazioni per la Nazionale di Pallavolo.

Convinto di ciò, inizia ad allenarmi con un pallone da Basket per migliorare in ricezione, così Mimì poteva pure farsi la splendida sfoggiando i polsi lesionati dalle catene, perché tanto io potevo vantare milioni di capillari scoppiati sulle braccia.

Una sofferenza che neppure la Passione di Cristo!

Siccome capìi che la convocazione in Nazionale non poteva arrivare senza una squadra vincente, decisi di formarne una mia, insieme alla mia amica Annarita.

Fu l’epopea del sadismo: allenamenti stremanti e senza sosta, esercizi extra per le chiaviche incapaci di murare, pallonate in faccia per chi non era in grado di ricevere un palloncino riempito di elio.
Erano i tempi delle medie: tutti ‘sti sacrifici per ricavare una mezza convocazione ai Giochi della Gioventù. In panchina.


Nel frattempo, dopo più di cento puntate, Mimì riusciva a vincere pure la medaglia d’oro come miglior Attaccante (Attack n. 1), alle Olimpiadi, mentre io e le altre ragazze della squadra stiamo ancora aspettando ‘sta benedetta convocazione.

Angelo Iacopino

Twitter: Autoscatto Televisivo 

Facebook: Autoscatto Televisivo

College

In seconda elementare, tra morbillo e varicella, alle mie compagne di classe venne la febbre da “College”. Quando saliva la temperatura, quei quattro maschi della classe erano obbligati a recitare la parte dei cadetti “senza paure né difetti”, stalkati dalle allieve del “Victoria College”, in modo che Elisa potesse trasformarsi in Arianna, Liliana nella signorina Müller e Francesca in Vally. A ruota ognuno interpretava gli altri del cast, mentre io facevo l’assistente alla sceneggiatura.
Durante la ricreazione e le ore di buco, ridisegnavamo la love-story di Arianna, ragazza di buona famiglia, che si rinchiudeva in un collegio di educande per perseguitare Marco, il suo cadetto della Marina/promesso sposo, colpevole di scomparire senza mantenere la sua promessa di matrimonio.
Infatti, per il gioco della commedia degli equivoci, gli si fa credere di dover partire in guerra, salvo poi scoprire che è tutto un errore.
In questa fiction, diretta e scritta da Moccia (che prende spunto dal film dell’ 82), si respira tutto l’odore acre della naftalina di fine anni 80 e delle nebbie di lacca trascinate fino ai primi dei 90, si ascoltano dialoghi da fotoromanzo “Cioè”, recitati dai “posteroni centrali” del tempo. Una negativa di 14 scatti che richiama alla memoria cos’è rimasto di quegli anni 80, quasi “Tre metri sopra il cielo” fa. Tutti in italiano doppiato.

Angelo Iacopino

Twitter: Autoscatto Televisivo 

Facebook: Autoscatto Televisivo